Il teatro romano di Ostia Antica visto dall'alto delle gradinate: la cavea semicircolare, l'orchestra, i resti della scena e, dietro, colonne e rovine in laterizio tra i pini domestici
Il teatro romano di Ostia Antica visto dall'alto delle gradinate: la cavea semicircolare, l'orchestra, i resti della scena e, dietro, colonne e rovine in laterizio tra i pini domestici. Foto: Ethan Doyle White · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se c'è una visita che consigliamo a tutti i nostri ospiti, è quella agli Scavi di Ostia Antica. Qui non si guardano rovine isolate, ma si cammina dentro una città romana: strade lastricate, botteghe, magazzini, case d'affitto a più piani, terme, templi e un teatro dove ci si può ancora sedere. Dalla stazione Lido Centro bastano pochi minuti di treno fino alla fermata Ostia Antica; in auto sono circa 5 km. In questa guida vi raccontiamo cosa non perdere e come organizzare la giornata con calma.

Una città nata alla foce del Tevere

Il nome viene dal latino ostium, cioè foce: la città sorgeva dove il Tevere incontrava il mare. La tradizione ne attribuisce la fondazione al re Anco Marzio, nel 620 a.C., per sfruttare le saline alla foce del fiume: lo stesso re che dà il nome alla piazza dove si trovano i nostri appartamenti. I resti più antichi oggi noti sono quelli di un castrum in blocchi di tufo del IV secolo a.C., costruito per difendere la foce e la costa.

Con il dominio di Roma sul Mediterraneo, Ostia perse la funzione militare e divenne il grande emporio commerciale della capitale. Il periodo di massimo splendore fu il II secolo d.C., quando la città, legata ai vicini porti imperiali di Claudio e Traiano, si riempì di magazzini, terme, sedi di associazioni professionali e grandi caseggiati. Dalla metà del III secolo molte attività si spostarono verso Porto e, lentamente, la città fu abbandonata.

Il Decumano e il teatro

La visita comincia di solito da Porta Romana, da cui parte il Decumano massimo, la strada principale che attraversa la città fino a Porta Marina, seguendo il tracciato della via Ostiense. Camminando sul basolato si incontrano portici, ingressi di botteghe e resti di edifici pubblici: è il modo migliore per capire le dimensioni della città.

Poco più avanti si apre il teatro, fatto costruire da Agrippa tra il 18 e il 12 a.C. e restaurato in età severiana. Salite in cima alla cavea: da lì si vedono l'orchestra, la scena e, oltre, il grande piazzale porticato. È uno dei punti più fotografati del sito e un buon posto per una pausa all'ombra dei pini.

Il Piazzale delle Corporazioni e i suoi mosaici

Alle spalle del teatro si trova il Piazzale delle Corporazioni, progettato insieme al teatro in età augustea e dotato di portici al tempo di Claudio, a metà del I secolo d.C. Sotto i portici si affacciavano gli uffici di associazioni di mercanti e armatori, e davanti a molti di essi il pavimento conserva mosaici in bianco e nero con navi, pesci, anfore e scritte che indicano la provenienza dei commercianti, anche da province lontane come la Mauretania o da Turris Libisonis, l'attuale Porto Torres in Sardegna. Passeggiare lungo il portico e leggerli uno dopo l'altro è come sfogliare il registro commerciale del Mediterraneo romano.

Foro, terme e thermopolium

Proseguendo sul Decumano si raggiunge il Foro, sistemato in età augustea e rinnovato sotto Adriano. Su un lato si alza il Capitolium adrianeo, con la sua alta scalinata; sul lato opposto c'era il tempio di Roma e Augusto, di età tiberiana.

Le terme sono tra le cose più sorprendenti. In alcuni complessi si conservano grandi pavimenti a mosaico di età adrianea, con il dio del mare su una quadriga di cavalli marini circondato da delfini e creature marine: si osservano bene dall'alto, da una terrazza panoramica.

Non perdete il thermopolium di via di Diana, considerato l'esempio più rappresentativo di questi locali a Ostia: una sorta di osteria con mescita di vino, sistemata nel III secolo d.C. in un complesso di età adrianea, con il bancone in marmo e le pitture alle pareti. Fu scavato tra il 1914 e il 1916 e dà un'idea molto concreta della vita quotidiana di allora.

Lungo il percorso incontrerete anche gli horrea, i grandi magazzini per il grano, e le insulae, i caseggiati d'affitto a più piani. All'interno dell'area il Museo Ostiense racconta, con un nuovo allestimento, la vita quotidiana nella città romana.

I nostri consigli per la visita

  • Calcolate almeno mezza giornata: l'area è vasta e merita di essere girata senza fretta.
  • Scarpe comode, acqua e, d'estate, un cappello: il basolato è irregolare e molte zone sono al sole.
  • Prima di partire date un'occhiata alla mappa e al tour virtuale sul sito del Parco archeologico di Ostia antica, che propone anche percorsi tematici.
  • Orari, giorni di apertura e biglietti possono cambiare: verificateli sempre sui canali ufficiali del Parco prima della visita.
  • Per completare la giornata, il borgo medievale e il Castello di Giulio II sono a poca distanza.

Dopo gli scavi, si torna a casa

Dopo una giornata tra le rovine, tornare a La Dimora e Anco Marzio è semplice: il treno vi riporta a Lido Centro, a circa 700 metri dalla piazza. Nei nostri due bilocali, Anco Marzio House e La Dimora del Sole, trovate aria condizionata, una cucina per preparare la cena e un set per tè e caffè. Il mare è a circa 150-200 metri: perfetto per una passeggiata al tramonto.

Una base comoda nel cuore di Lido di Ostia

Due appartamenti in Piazza Anco Marzio, la spiaggia a circa 150-200 metri e la stazione Lido Centro a circa 700 metri, con i treni per Roma e per gli scavi.