Un piatto bianco di spaghetti alle vongole con prezzemolo fresco tritato, un coltello e una forchetta appoggiati sul bordo
Un piatto bianco di spaghetti alle vongole con prezzemolo fresco tritato, un coltello e una forchetta appoggiati sul bordo. Foto: Flickr user: [2] , retouched by AM · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Una vacanza a Lido di Ostia si gusta anche a tavola. Siamo sul mare di Roma, e questo significa poter scegliere ogni giorno fra due anime: quella della cucina romana più classica, fatta di pecorino, guanciale e pepe, e quella del litorale, con il pesce, le vongole e le telline. Ai nostri ospiti piace chiederci cosa assaggiare, e la risposta è sempre la stessa: provate un po' di tutto, senza fretta. In questa piccola guida raccontiamo i piatti della tradizione che vale la pena cercare, senza indicare locali precisi: il bello è scoprire da soli la propria trattoria del cuore, magari passeggiando la sera intorno a Piazza Anco Marzio.

Le quattro paste della tradizione romana

Ci sono quattro primi che a Roma sono quasi una dichiarazione d'identità, e condividono due ingredienti: il pecorino romano, formaggio DOP, e quasi sempre il guanciale.

  • Carbonara: spaghetti con uova, guanciale, pepe nero e pecorino romano. Sull'origine del nome le versioni sono diverse: c'è chi la lega ai carbonai dell'Appennino e chi ai soldati americani arrivati a Roma durante la guerra. Di certo è diventata il simbolo della cucina romana nel mondo.
  • Cacio e pepe: la più essenziale, con pecorino, pepe nero e un po' di acqua di cottura della pasta, mantecati fino a diventare una crema. Pochi ingredienti, molta tecnica.
  • Amatriciana: guanciale, pecorino e pomodoro, con spaghetti o bucatini. Prende il nome da Amatrice, il paese da cui è arrivata a Roma insieme agli amatriciani che vi si trasferivano.
  • Gricia: guanciale, pepe e pecorino, senza pomodoro. Per questo viene chiamata anche "amatriciana bianca".

Un consiglio pratico: queste paste si apprezzano appena fatte, quindi è meglio ordinarle al tavolo che portarle via.

Il supplì, lo spuntino romano per eccellenza

Se c'è un cibo da passeggio che racconta Roma, è il supplì: una crocchetta allungata di riso condito, impanata e fritta, con un cuore di formaggio filante. Il nome deriva dal francese surprise, e il piatto compare già in un menu di una trattoria romana dell'Ottocento. Lo chiamano anche supplì al telefono: aprendolo a metà, il formaggio fila fra le due parti come il cavo di una vecchia cornetta. Nelle friggitorie del litorale romano capita di trovarne anche varianti di mare, accanto a quella classica al sugo.

Carciofi alla romana e alla giudia

Chi viene a Ostia fra fine inverno e primavera ha un motivo in più per sedersi a tavola: i carciofi. I carciofi alla romana si preparano con il carciofo romanesco, ripulito dalle foglie più dure e farcito con aglio e mentuccia, l'erba aromatica più amata nella cucina laziale. Si cuociono a testa in giù, con olio e acqua, e si mangiano tiepidi. La stagione va indicativamente da febbraio ad aprile, e i carciofi arrivano dalla costa a nord di Roma.

Diversi, e altrettanto famosi, sono i carciofi alla giudia, fritti interi fino a diventare croccanti: un piatto della cucina degli ebrei romani, legato allo storico quartiere del Ghetto. Se passate una giornata nel centro di Roma, è l'occasione giusta per assaggiarli lì.

Il mare in tavola: vongole, telline e paranza

Sul litorale la cucina cambia accento. Gli spaghetti alle vongole, con aglio, olio, prezzemolo e un filo di peperoncino, sono uno dei piatti più richiesti d'estate. La frittura di paranza, con pesci piccoli e misti fritti interi, è un classico da dividere al centro del tavolo, insieme alle alici, che nella cucina romana si trovano fritte, marinate o in tortiera.

Le vere protagoniste di Ostia, però, sono le telline, piccoli molluschi della sabbia che si cucinano saltate in padella o con la pasta. Sono così legate al territorio che ogni anno, a fine estate, il Borghetto dei Pescatori di Ostia dedica loro la Sagra della tellina, con la suggestiva processione in mare delle barche dei pescatori che accompagnano la Madonna Stella Maris verso il Pontile. Date e programma cambiano di edizione in edizione: vi consigliamo di verificarli sui canali ufficiali, come il sito di Turismo Roma, prima di organizzarvi.

Mangiare fuori o cucinare in appartamento

Uno dei piaceri di una casa vacanze è poter alternare cene fuori e serate tranquille. Gli appartamenti di La Dimora e Anco Marzio sono pensati proprio per questo: Anco Marzio House ha una cucina attrezzata con forno, microonde e macchina da caffè, mentre La Dimora del Sole ha un angolo cottura con frigorifero, forno e bollitore. Potete fare la spesa nei negozi intorno alla piazza, preparare una pasta alle vongole o un piatto di cacio e pepe, e magari concedervi un gelato in Piazza Anco Marzio dopo cena.

La colazione non è inclusa, ma in entrambi gli appartamenti trovate un set per tè e caffè, e la piazza, con i suoi caffè, è a pochi passi dalla porta. La spiaggia e il lungomare sono a circa 150-200 metri a piedi: dopo pranzo, una passeggiata sul mare è il modo migliore per digerire una carbonara. Vi aspettiamo per farvi scoprire i sapori del litorale romano, con la comodità di sentirvi a casa.

Dopo i sapori del litorale, la vostra cucina

Entrambi gli appartamenti hanno la cucina attrezzata, con il set per tè e caffè: la spesa del mattino diventa il pranzo di casa.